Quali sono i sintomi del rigetto di un impianto dentale e come comportarsi se succede

Il rigetto è una reazione immunitaria che si verifica contro un tessuto, un organo o un corpo estraneo trapiantato nell’organismo, che reagisce cercando di espellerlo.
Si può avere anche rigetto di un materiale inorganico, ma nel caso dell’impianto dentale non si può propriamente parlare di rigetto perché il titanio, utilizzato nella moderna implantologia, è un materiale completamente biocompatibile e il corpo lo accetta come proprio attraverso il processo di osteointegrazione; il titanio è largamente utilizzato in ambito clinico e chirurgico visto che non si è mai registrata alcuna reazione allergica a questo elemento.

Tuttavia, può accadere che anche un impianto dentale in titanio non riesca ad attecchire e in questi casi si parla di perdita dell’impianto, fenomeno che può verificarsi anche dopo anni dall’applicazione. Scopriamo quali sono le cause, i sintomi e come intervenire.

Cause e sintomi della perdita dell’impianto dentale

Quali sono i sintomi del rigetto di un impianto dentale e come comportarsi se succede
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Le principali cause che portano a perdere un impianto dentale possono essere “tecniche”, soprattutto se la perdita si verifica poco dopo l’applicazione, ad esempio una valutazione errata del tipo di carico o del tipo di osso; in alternativa, può verificarsi un’infezione batterica nell’area interessata che porta con sé dolore e fastidio: in questi casi, si parla solitamente di perimplantite.
Questa patologia è provocata dall’accumulo di batteri sulla superficie dell’impianto dentale e sulle strutture adiacenti, situazione che genera la retrazione dell’osso di sostegno all’impianto.
Questi sono i sintomi più frequenti di una perimplantite:

  • Dolore, specialmente durante la masticazione, nella zona adiacente a dove è stato applicato l’impianto.
  • Gengive arrossate, doloranti o gonfie in corrispondenza dei denti dove è stato applicato l’impianto.
  • Sanguinamento delle gengive, che può verificarsi anche in assenza di dolore ma non per questo dovete sottovalutarlo.
  • Mobilità dell’impianto, ossia la sensazione che si muova, è sintomo quasi certo di perimplantite e spesso in fase già avanzata.

Cosa fare quando si sospetta la perdita dell’impianto dentale

Cura dei denti
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In presenza di uno o più di questi sintomi, è fondamentale recarsi subito dal dentista perché la zona dev’essere pulita e disinfettata il prima possibile; attraverso una radiografia, l’odontoiatra si accerterà della presenza o meno di una perimplantite e potrà intervenire nel modo migliore. Se la patologia è negli stadi iniziali, basterà un’accurata pulizia dentale mentre se la perimplantite ha intaccato il tessuto osseo intorno all’impianto, il dentista dovrà procedere con un nuovo intervento chirurgico che risolva la situazione.

Dopo che avrete risolto il problema nella sua fase acuta, ricordate di curare in modo scrupoloso la vostra igiene dentale a casa: è proprio questo il modo migliore per evitare qualsiasi tipo di problematica dovuta all’inserzione di un impianto dentale e il vostro dentista o igienista dentale sapranno consigliarvi sul corretto comportamento post-intervento.

Per ridurre al minimo il rischio di rigetto, comunque, è consigliato rivolgersi a studi dentistici seri che non risparmiano sulla qualità dei materiali utilizzati e sulla manodopera come invece fa la maggior parte delle cliniche low cost in circolazione. Scopri i nostri impianti e come lavoriamo. La prima visita è gratuita!

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