Quando e perché fare lo sbiancamento dei denti (e come funziona)

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Negli ultimi anni, si è diffusa notevolemente la pratica dello sbiancamento dei denti: si tratta, come si capisce dal nome, di una procedura che migliora il colore dei denti rendendoli subito più bianchi. Nonostante sia ormai un intervento molto richiesto, sono in molti a non avere ben chiaro di cosa si tratta: tra le soluzioni fai da te, la paura di rovinare lo smalto e i cosiddetti rimedi naturali, c’è ancora molta confusione su questa materia e in quest’articolo cerchiamo di fare un po’ d’ordine spiegando come funziona lo sbiancamento dei denti e perché ricorrere a questa pratica.

Come funziona lo sbiancamento dei denti

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Innanzitutto è bene fare una distinzione di base tra lo sbiancamento dei denti professionale e le pratiche fai da te che ognuno di noi può mettere in pratica a casa propria: nel caso di un trattamento domestico, i risultati non potranno mai essere efficaci come con un trattamento fatto da un dentista; le famose striscie o le mascherine termoplastiche da combinare col gel non sono nocive come molti credono (esiste una legge europea che garantisce la sicurezza di questi prodotti), ma nemmeno particolarmente efficaci perché rimuovono soltanto la patina superficiale che ricopre i denti senza penetrare nello smalto.

Lo sbiancamento dei denti professionale, invece, è una vera e propria pratica odontoiatrica: si comincia con un’accurata pulizia per eliminare le macchie più superficiali dovute a cibo e bevande; dopo aver protetto labbra e gengive con una sostanza apposita, viene applicato il gel sbiancante (alcuni gel necessitano della luce di lampade particolari per attivarsi, altri no) che penetra nello smalto. Il trattamento dura all’incirca mezz’ora e non è assolutamente doloroso né presenta effetti collaterali di alcun genere se non una leggera ipersensibilità al caldo e al freddo che si risolve spontaneamente in poche ore.

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Perché fare lo sbiancamento dei denti?

Lo sbiancamento dei denti è un intervento che viene richiesto essenzialmente per motivi estetici: negli ultimi cinque anni, sono stati circa 120mila all’anno gli italiani che si sono rivolti al proprio dentista per sbiancare i propri denti, ingialliti e macchiati a causa del deterioramento dello smalto, del fumo e del consumo di alcuni alimenti come caffè, tè, vino rosso, bevande gassate. Non si tratta quindi di un intervento che va a trattare una patologia odontoiatrica ma che ha come obiettivo il miglioramento dell’aspetto estetico del sorriso.

Prima di procedere con uno sbiancamento dei denti professionale, però, è importante confrontarsi col proprio dentista perché non tutti i denti sono uguali. Nella maggioranza dei casi, i risultati al termine del trattamento sono evidenti e dureranno a lungo (se si mantiene una buona igiene orale e si seguono alcune precauzioni anche 2 o 3 anni), ma ci sono alcune persone che nascono con denti di una colorazione tendente al grigio e che non potranno mai raggiungere un bianco splendente; in quel caso, sarà lo specialista a consigliare altre strade più adatte ed efficaci.

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